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Scritti E Riflessioni

Sant’Alfonso e Maria, Madre di Dio

 Padre Generale, Michael Brehl, C.Ss.R.

Introduzione:

Si è detto che la storia di ciascuna vocazione è molto diversa da una persona all’altra, ma tutte possiedono un fattore comune: l’intervento tenero e decisivo di Maria. Tuttavia, per alcuni santi questo rapporto con Maria, la madre di Gesù, è vissuto ancor più intensamente. Vi sono alcuni per i quali il rapporto con Maria è più simile al rapporto di figlio o figlia con la madre. Tra questi ‘santi Mariani’ possiamo certamente annoverare sant’Alfonso. Ciò non diminuisce assolutamente la centralità assoluta della persona di Gesù nella sua spiritualità, teologia e moralità. Il suo centro è distintamente ‘Cristologico’.

Sant’Alfonso credeva che, siccome Dio ci ha donato Gesù attraverso Maria, allora il modo più sicuro per raggiungere Gesù è attraverso Maria. Alfonso è così profondamente ‘Mariano’ proprio perché così completamente ‘Cristologico’. Questa è la base fondamentale di come possiamo parlare di sant’Alfonso e del suo rapporto con Maria.

  • La vita familiare, la cultura, l’istruzione di Alfonso

Nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza di Alfonso, c’erano a Napoli 214 santuari dedicati a Maria. La compatrona della città di Napoli era la Madonna del Carmelo.

I genitori di Alfonso vivevano e respiravano in questa cultura mariana che segnò anche il loro figlio. Alfonso è nato nella loro residenza di Marianella. Fu battezzato alla chiesa di Santa Maria delle Vergini su insistenza della madre, e fu consacrato a Maria, con il nome di Maria come il secondo di ben nove nomi.

Alfonso cresceva pregando davanti a varie statue e immagini di Maria e, in particolare, recitando il rosario. Laureatosi nel 1713 presso l’Università di Napoli, ha professato il ‘giuramento di sangue’ per difendere il privilegio mariano dell’Immacolata Concezione. Per lui, questo non era una semplice formalità. Anni dopo, ha rinnovato il giuramento che aveva preso in modo solenne all’età di 16 anni, e scrisse del significato di questo atto ne “Le glorie di Maria.”

Dal 1715, divenne membro della Congregazione pia di S. Maria della Misericordia, e anche della Congregazione della Visitazione. Nel mese di agosto 1723, l’anno della sua conversione, dopo aver perso la causa relativa ad Amatrice, e dopo aver partecipato sia nella Novena e poi l’ottava dell’Assunzione, decise di abbandonare il ‘mondo’, e consacrare la sua vita a Dio, lasciando la sua spada, il segno della sua nobiltà, presso l’altare della chiesa della Madonna della Mercede. Ancora una volta, anni dopo, contemplando l’immagine della Madonna della Mercede, disse: ‘E’ stata lei che mi ha preso dal mondo e che mi fece entrare nello stato clericale ‘.

Come giovane religioso, diventò membro della ‘Compagnia di Santa Maria sucurre miseris’ – l’aiuto dei miserabili. Nel periodo 1729-1730, approdò al piccolo santuario di Santa Maria dei Monti sopra Scala, dove poté leggere i misteri della Redenzione al cospetto della Madonna con il bambino in un braccio e la bibbia nell’altro. Qui ricevette l’ispirazione per il suo progetto missionario.

Naturalmente, sappiamo anche delle tante esperienze straordinarie di Maria che segnarono la sua vita: le apparizioni di Maria, e le sue parole nella grotta di Scala; le esperienze a Foggia, Amalfi, Castel S. Giorgio, Arienzo, e molti altri luoghi.

Nel 1762, mentre era a Roma per essere ordinato Vescovo, fece un pellegrinaggio a Loreto e, per quanto ne sappiamo, fu l’unico pellegrinaggio ufficiale della sua vita.

Nel 1787, nel momento della sua morte a Pagani, teneva stretta l’immagine di Maria nelle sue mani. Al suono dell’Angelus, esalò l’ultimo respiro.

Non ci può essere alcun dubbio dell’amore che Alfonso portava per Maria, la madre di Gesù. La sua vita fu segnata dalla presenza costante di nostra Signora. La conosceva come se fosse la propria madre. Se fosse necessario un ulteriore prova di questo rapporto, non ci resta che contemplare i suoi scritti su Maria, le sue preghiere, i suoi dipinti, i suoi canti.

Ma costantemente, questo amore per Maria fu vissuto nel contesto dell’amore per Gesù Cristo come il centro assoluto della sua vita. Credeva e testimoniava il fatto che non vi è alcuna teologia mariana né spiritualità oltre la cristologia. E’ Gesù che è centrale, e da Lui che la devozione mariana deriva il proprio significato.

  • Devozione mariana nella cultura del tempo

E’ importante ricordare che, nel contesto della pietà popolare della Napoli del XVIII secolo, la Beata Vergine Maria occupava un posto molto importante, i 214 santuari a lei dedicati nella città stessa ne furono testimonianza, così come la devozione, soprattutto attraverso il rosario e lo scapolare, e anche attraverso l’arte e la musica. Tuttavia, qualcosa stava cambiando.

Tra le classi colte, tra cui alcune autorità ecclesiastiche e teologiche, ci fu un crescente sentimento anti-mariano. Ciò era dovuto all’impatto dell’Illuminismo, la crescente influenza dello spirito giansenista e la teologia. Molti percepivano gli eccessi mariani dell’epoca prima della riforma e alcuni ritenevano che Maria fosse messa al ‘posto di Cristo’.

La crescente influenza della spiritualità giansenista criticava la devozione popolare per Maria per l’eccessivo sentimentalismo e fiducia erronea nel potere di Maria di proteggere e salvare. Quelli influenzati dalla teologia giansenista furono soprattutto provocati dal titolo ‘sbagliato e pernicioso’ di Maria come ‘nostra speranza’. Un altro titolo che evocava l’ira del giansenista o della scuola rigorista era l’idea di Maria come ‘Madre di Misericordia’. Questa scuola di spiritualità era anche assolutamente contro la dottrina ‘pericolosa’ dell’Immacolata Concezione che riteneva essere un affronto alla giustizia divina davanti alla depravazione comune di tutta la natura umana.

E’ in questo clima che Alfonso non solo continuava a praticare la sua vita personale e la sua vivida spiritualità mariana, ma con zelo la promuoveva a tutte le persone come un modo sicuro per raggiungere Gesù Cristo, la redenzione piena e la vita morale cristiana.

Per Alfonso, la devozione mariana non era solo una scelta personale o estetica, ma una chiara opzione di una teologia ortodossa di misericordia e di grazia, che portava alla comunione con Gesù Cristo, il Redentore.

  • Maria nell’Arte, nella Letteratura e nella Musica

Nella cultura napoletana, ai tempi di Alfonso, Maria fu spesso raffigurata come figura regale, potente e distante. Fu posta su un piedistallo. Certo, era un modello da emulare, soprattutto dalle classi più abiette, per la sua cultura, la sua bellezza e la sua castità, ecc. Ma era rappresentata alquanto distante dall’esperienza quotidiana della gente comune, soprattutto dei poveri. Le immagini e le statue di Maria erano solitamente incoronate, con vestiti splendidi, persino con lo scettro. Questa era l’immagine di Maria Regina; come la ‘Infanta’ della famiglia reale spagnola, o come la grande regina cattolica, Isabella.

Gli inni erano di solito cantati a lei in latino con impostazioni musicali complicate. Possiamo pensare ad alcune delle ‘Ave Maria’, che si continuano ad utilizzare in concerti di oggi. Come modello, l’enfasi era posto su immagini di ‘amor cortese’, castità, obbedienza, passività.

Alfonso sviluppa un approccio molto differente verso Maria. Considerate i suoi dipinti: è ritratta come una giovane ragazza, in abito contadino con un sorriso gentile. Non è un ritratto di corte sicuramente. Oppure i dipinti che Alfonso commissionava e utilizzava nelle missioni, come la Divina Pastora, una copia della quale di grandi dimensioni si trova nel monastero di Sant’Agata, un suo dono alle Monache Redentoriste. In questo dipinto, Maria indossa un cappello di paglia, come è suo Figlio, il Redentore. Sono circondati da pecore. Lei è una pastorella – che esercita una missione e un ministero – e sembra essere felice di condurre le pecore a suo Figlio che gioca con loro.

Pensate ai canti che scrive Alfonso, in napoletano o in italiano, e che potrebbero essere e ancora sono cantate da persone comuni: “ninna nanna” come ‘Tu scendi dalle stelle’, che in verità è un canto rivolto a Gesù, in cui Maria ha un ruolo importante, ‘O Bella Mia Speranza’, che a dispetto delle riserve gianseniste sulla speranza, comunica alla gente comune un senso di ottimismo pieno di speranza.

I contadini e i poveri di allora, come di oggi, spesso sentivano che coloro che li amano non hanno potere per aiutarli, e coloro che hanno il potere non li amano. Alfonso rappresenta Maria e il Redentore, come coloro che li amano e hanno il potere di aiutarli. Questo è rivoluzionario. Una Madonna che è una pastorella, vicino alle pecore, con l’odore delle pecore sul suo abito e grembiule. Questo è un potente simbolo di una donna con una missione e un ministero di solito riservato agli uomini. Una madre che canta una ninna nanna al figlio che trema di freddo. Una giovane ragazza che riceve lo Spirito Santo senza la piena comprensione di tutto ciò che questo significa …

  • Alfonso e la teologia e spiritualità di Maria

In questa lettera, non riesco a sviluppare pienamente la teologia e la spiritualità di Maria, che Alfonso rappresenta nei suoi molti libri, sermoni e trattati, così come nelle sue preghiere e opere d’arte. Così, in breve, vorrei sottolineare alcuni elementi della sua spiritualità mariana che ritengo ancora attuali. Inizierò esaminando i titoli che ha usato più frequentemente per Maria.

Titoli preferiti per Maria:

  • Madre

Soprattutto, Alfonso si riferisce a Maria come ‘madre’. Questa è la parola che usa ogni volta che si rivolge a lei. Era profondamente consapevole del fatto che, quando Gesù ha affidato Maria, al discepolo prediletto dalla croce, stava per primo affidando il discepolo a sua madre. Alfonso si rese conto che Gesù insigniva Maria di una missione – a diventare la madre di tutti i credenti. Lei è una missionaria. Ed è la sua cura materna che fornisce il quadro di riferimento per tutta la devozione mariana.

Questa enfatizzazione di Alfonso trova eco in Papa Francesco. Padre Majorano ha parlato di questa somiglianza in un’intervista all’inizio di quest’anno. Questa particolare attenzione per la missione affidata a Maria dalla croce trova esplicita menzione nella Evangelii Gaudium (# 285-286). Papa Francesco afferma che vi è uno “stile mariano nel lavoro di evangelizzazione della Chiesa. Ogni volta che ci rivogliamo a Maria arriviamo a credere ancora una volta nella natura rivoluzionaria dell’amore e della tenerezza. “(EG 288).

C’è da meravigliarsi che quando visitò Napoli, Papa Francesco fece riferimento a ‘Le glorie di Maria’ con rispetto e affetto.

  • Madre di Misericordia

Dopo il semplice nome di ‘madre’, e intimamente connessa con esso, Alfonso prega Maria come ‘Madre di Misericordia’. Questo titolo si trova in tutti i suoi scritti praticamente su tutte le pagine de ‘Le glorie di Maria’, e in tanti suoi sermoni e preghiere. Come madre, non è possibile per Maria essere qualcosa di diverso da ‘madre di misericordia’. Il suo unico desiderio è quello di comunicare la misericordia e la redenzione di Dio a tutti. Come alcuni hanno scritto commentando Alfonso, in Maria, la giustizia di Dio e la compassione/ misericordia di Dio si incontrano.

Per Alfonso, come Madre di Misericordia, Maria non è solo preoccupata per le nostre anime – ma ci indica anche le opere di misericordia corporali, e la cura totale delle persone – corpo e anima. Alfonso apparteneva alla Misericordiella – una congregazione pia dedicata a Maria e fondata per la cura dei poveri, per la visita dei malati, per l’accompagnamento di chi era condannato a morire.

Alfonso racconta molti ‘Esempi’, le storie della misericordia di Maria per i poveri abbandonati. E la prima parte delle Glorie di Maria si basa su di un commento della Salve Regina, Mater Misericordiae. La misericordia di Maria sgorga dal suo mandato come nostra Madre, la madre di tutti i credenti, una missione affidata a lei sulla croce. Come figli e figlie di una tale madre, siamo anche noi chiamati alle opere di Misericordia.

Forse è un atto della Provvidenza che il Santo Padre abbia proclamato uno Giubileo di Misericordia straordinario per onorare la Madre del Perpetuo Soccorso. Questa è veramente una opportunità ‘Redentorista’, e per noi, una vera opportunità ‘mariana’.

  • Maria, nostra Speranza

Sembra che nessun altro titolo per Maria potrebbe suscitare la rabbia della Scuola giansenista e rigorista, quanto questo – Maria, nostra Speranza. Con una visione così pessimistica della natura umana, e la convinzione che solo pochi sarebbero salvati, per i giansenisti era eresia parlare di Maria come nostra speranza. Cristo è la nostra unica speranza, e anche in tal caso è meglio non essere presuntuosi in quanto il numero di coloro che saranno salvati è già determinato, e non c’è speranza per gli altri.

Per questo motivo, quando Alfonso scelse il frontespizio per ‘Le glorie di Maria’ l’immagine di Maria con le parole ‘spes nostra’ – ‘nostra speranza’, stava facendo una chiara dichiarazione della sua convinzione che la redenzione di Dio è abbondante ed è per tutti. E che la misericordia di Dio non conosce limiti. Maria diventa per noi un segno di questa speranza – O bella mia speranza.

La speranza di Alfonso non è presuntuosa, ma egli è convinto che Dio dia a tutti la grazia della preghiera, e che tutti coloro che pregano riceveranno la grazia necessaria per la salvezza. Proprio come una madre che non si dispera dei suoi figli, così Dio non ci chiude mai la porta. E Maria è un segno ed una garanzia di questa speranza per ognuno di noi.

  • Immacolata Concezione

Come tutti sapete, Alfonso dedicò il nuovo Istituto al patrocinio dell’Immacolata Concezione. Era convinto di questo privilegio unico di Maria, concesso per prepararla ad essere un tempio appropriato dello Spirito Santo e la Madre di Dio. Ma credeva anche che questo privilegio fu concesso a lei come un segno di speranza per noi – ciò che lei ha ricevuto fin dal principio è quello che anche noi ci auguriamo – copiosa redemptio, redenzione abbondante. Per Maria, la grazia della redenzione le ha impedito di cadere. Per noi, la grazia della redenzione ci può sollevare dopo la caduta.

L’Immacolata Concezione dimostra chiaramente ciò che Dio possa fare con la nostra natura umana fragile e ferita. Poiché Maria è redenta come sicuramente lo siamo noi. Anche in questo caso, i giansenisti e rigoristi gridarono contro l’Immacolata Concezione. La natura umana è irrimediabilmente depravata, e tutti sono condannati. Alfonso non poteva accettare questa visione pessimistica dell’umanità, né questa nozione limitata della grazia e misericordia di Dio.

Nella sua difesa grintosa e il trattamento dell’Immacolata Concezione, Alfonso difese due importanti principi dell’ortodossia cattolica – il sensus fidelium, il senso dei fedeli; e la sempre presente azione dello Spirito Santo che guida la Chiesa nella dottrina e nel culto. La rivelazione non è un momento statico nel tempo remoto. Piuttosto, lo Spirito Santo continua a guidare la Chiesa e il popolo di Dio, mediante la fede e la pietà popolare, la dottrina e il culto.

  • Aiuto dei Miserabili

Non penso che sia stato un caso che Alfonso si trasferì alla pia associazione di S. Maria, miserabilis Succurre quando fu accettato come chierico per l’Arcidiocesi di Napoli. Attraverso questa associazione, proseguiva nelle azioni molto pratiche e concrete di aiuto, di opere corporali e spirituali di misericordia, rivolte verso gli abbandonati e i poveri.

Nei suoi scritti, egli spesso si riferisce a Maria come la Guida dei miserabili e dei poveri. È stato Dio provvidenzialmente che ci preparava attraverso questa esperienza di Alfonso ad accettare l’icona del Perpetuo Soccorso? Alfonso non conobbe mai personalmente né questa devozione né l’icona – a meno che non gli capitò di visitare la chiesa di San Matteo mentre era a Roma per la sua ordinazione episcopale. Ma l’icona del Perpetuo Soccorso incarna certamente tutti questi misteri: la maternità, la misericordia, la redenzione, la speranza, la tenerezza, e l’aiuto perpetuo.

  • Madonna della Mercede

Non possiamo dimenticare che Alfonso lasciò la sua spada ai piedi della Madonna della Mercede – la Madonna della Redenzione, della Misericordia. In questo gesto, intravvediamo un assaggio del progetto e la promessa dell’Istituto che avrebbe fondato. Fin dall’inizio Maria segnò la sua vita, i suoi sogni, la sua missione, e anche la nostra.

  • Regina degli Apostoli

Alfonso onorò Maria come sua Regina e credeva che Ella aveva cambiato il significato di essere Regina. Nel suo commento alla Salve Regina la invoca con questo titolo. Però fa notare che la vera dignità reale consiste nel servizio. Maria è la Regina che ha il potere di aiutare i poveri, la Regina che conosce e ama i poveri. Questi non sono più abbandonati. Come Regina degli Apostoli, li cerca e accompagna ogni missione.

  • Opere di Alfonso su Maria

Alfonso ha scritto molte opere rivolte a Maria e che parlavano di Maria. Come scrive nella prefazione alle Glorie di Maria, e come ripete più volte, “C’è chi protesta che hanno un grande amore per la Madonna, ma non parlano di lei spesso, e non parlano con lei quotidianamente. Ciò dimostra poca prova d’amore”. Questa non si poteva certo dire di Alfonso! Anche in quelle opere che non sono dedicate prettamente a Maria, non c’è quasi mai una pagina senza una preghiera, un punto di riferimento, o un esempio che non invochi la sua presenza. Tuttavia, il contesto in cui Alfonso parla e scrive di lei è il contesto della sua cristocentrica teologia, spiritualità, moralità e devozione. Gesù Cristo è sempre centrale.

Due buoni esempi di questa cristocentrica Mariologia sono gli scritti Visite al Santissimo Sacramento e alla Beata Vergine, e Le glorie di Maria. Entrambe queste opere, tra gli scritti più popolari di Alfonso, sono dedicate a Gesù Cristo:

“Amatissimo Redentore e Signore mio Gesù Cristo, io, tuo servo indegno, so quanto piacere ti dà chiunque si sforzi di lodare e glorificare la tua santissima Madre. Tu che la ami così teneramente. So quanto desideri vederla conosciuta ed amata da tutti. E così ho deciso di pubblicare questo libro che tratta delle sue glorie. Non so a chi potrei meglio dedicarlo che a te, che hai la sua gloria tanto a cuore.”

Alfonso intende che le sue preghiere mariane e i suoi scritti aumentino la fiducia che i suoi lettori hanno nella copiosa redemptio di Dio, per potere approfondire il loro amore e la devozione per la Madre di Gesù, per correggere gli errori e le esagerazioni dei giansenisti e rigoristi, e per fornire predicatori con riflessioni ponderate per aiutarli a parlare non solo di Maria, ma di parlare con lei, e quindi di promuovere in altri un amore più grande ed una maggiore fiducia in lei.

Tra le sue opere più popolari su Maria ci sono le seguenti:

Preghiere per la Beata Vergine per tutti i giorni della settimana

Visite al Santissimo Sacramento e la Beata Vergine Maria

Le Glorie di Maria

Tuttavia, Alfonso scrisse anche molti altri piccoli trattati, sermoni, lettere e articoli in opere più estese. Come pure, spesso scrive un pensiero su Maria o una preghiera per lei all’interno delle sue opere, come la Pratica dell’amore di Gesù Cristo.

  • Alfonso e la pratica pastorale con Maria

Per Alfonso, tutta la sua preghiera, la scrittura, la devozione e la pratica è essenzialmente missionaria. Quindi, non c’è da meravigliarsi che intende Maria come la prima e più grande missionaria che deve accompagnare i suoi Redentoristi in ogni missione. Egli ritiene che lei ha il potere di riportare i peccatori più incalliti di nuovo verso Dio e verso la misericordia divina di Dio. Egli la paragona a Ruth, che raccoglie tutto il grano nei campi dove sono passati i mietitori. Egli ritiene che per Maria, nessuna persona può essere trascurata – non importa quanto peccaminosa, umile, povera, abbandonata, senza istruzione o amareggiata.

  • Maria come missionaria

Come ho già detto, nella sua comprensione di Maria come missionaria discepola per eccellenza, Alfonso prepara la strada per una mariologia più matura. Questa Mariologia trova eco negli scritti di Papa Francesco, soprattutto nella Evangelii Gaudium. Sotto il titolo di ‘Madre del Perpetuo Soccorso’, Maria ha accompagnato i missionari redentoristi in tutti i continenti nella loro missione di proclamare il vangelo di maniera sempre nuova. Lei ha dimostrato di essere la più efficace presenza missionaria che annuncia redemptio copiosa per tutti, ma specialmente per i poveri abbandonati.

Nello Spirito del nostro Fondatore, è molto importante non solo parlare di Maria, spiegando la Icona e la tradizione. Soprattutto, è importante parlare con Maria, per insegnare e invitare gli altri a fare lo stesso. Maria non è solo nostro modello. Lei è nostro aiuto, nostro intercessore, nostra amica, e soprattutto, nostra Madre.

La nostra Costituzione 32 coglie splendidamente questo spirito, che mi auguro animerà il nostro anno di celebrazione:

Prendano la Beata Vergine Maria come modello e aiuto. Poiché Ella, serva del Signore, per continuare il pellegrinaggio nella fede e abbracciare con tutto il cuore la volontà salvatrice di Dio si consacrò completamente alla persona del suo Figlio e alla sua opera, e quindi continua a cooperare al mistero della redenzione come perpetuo soccorso del popolo di Dio in Cristo. Pertanto la trattino come Madre, con pietà e amore filiale.

Tuo fratello nel Redentore,

Michael Brehl, C.Ss.R.

Lettera dal P. Generale Michael Brehl , Giugno 2014

Prot. N. 0000  134/2014

Roma, 27 giugno 2014

“Gesù disse a sua madre: ‘Donna, ecco tuo figlio.’

Poi disse al discepolo: ‘Ecco tua madre.’

E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa “.

(Giovanni 19:26-27)

Cari Confratelli, Sorelle, Associati e amici,

Saluti da Roma dove celebriamo la festa della Madonna del Perpetuo Soccorso. Come il discepolo amato, abbiamo accolto Maria nelle nostre case e nei nostri cuori. Noi ci rivolgiamo a Lei come a una madre con tutto l’amore e la venerazione che dobbiamo avere come figli e figlie. (cf Cons. 32).

Il brano del Vangelo di cui sopra, è tratto dalla liturgia per questo giorno di festa. E’ potente e commovente. Dalla Croce, mentre Gesù riversa la sua vita per noi, dice queste parole. Come Papa Francesco ci ricorda in Evangelii Gaudium n. 285: “Queste parole di Gesù sulla soglia della morte non esprimono in primo luogo una preoccupazione compassionevole verso sua madre, ma sono piuttosto una formula di rivelazione che manifesta il mistero di una speciale missione salvifica“. Gesù dà a sua madre una missione – di essere l’espressione materna dell’amore e della tenerezza di Dio per tutte le persone.

Papa Francesco chiama Maria, Nostra Signora della premura, in altre parole, Nostra Signora del Soccorso (EG n. 288). Maria non è solo una bella donna da contemplare. Lei non è solo un modello di discepolo da imitare. Lei è nostra madre a cui andiamo quando siamo in difficoltà. Quando abbiamo bisogno di aiuto, Lei è sempre lì a venire in nostro aiuto. Lei è “aiuto perpetuo” – sempre pronta a prenderci nello stesso abbraccio che contempliamo nella sua icona. Dalla Croce, Gesù le ha dato questa missione.

Come Sant’Alfonso prima di lui, il Papa Francesco riconosce che Maria è una missionaria. Lei è una missionaria della tenerezza e dell’amore rivoluzionario di Dio. Lei è la missionaria che si avvicina a noi e ci accompagna per tutta la vita.

Con un paio di strisce di stoffa e una montagna di tenerezza, ha trasformato quella grotta a Betlemme in una casa per accogliere il Verbo fatto carne. Con interesse affettuoso, ha fatto in modo che il vino non finisse di scorrere a Cana – mentre gli uomini neanche se ne accorsero. Con il suo cuore trafitto dalla spada della sofferenza e della tristezza, Lei è accanto a tutti i popoli sofferenti del mondo, nel loro desiderio di giustizia. Come una madre, Lei accoglie tutti alla tavola del proprio Figlio.

Papa Francesco dice che c’è uno “stile mariano” alla nostra missione di evangelizzazione. S. Alfonso credeva la stessa verità. In Maria, nostro Perpetuo Soccorso, vediamo e crediamo nella forza della tenerezza per trasformare il nostro mondo e per cambiare i nostri cuori. Con Lei, diventiamo anche noi missionari di tenerezza e di attenzione per gli altri.

Oh, Madre del Perpetuo Soccorso, vieni con noi in questa missione. Porta gioia, speranza e tenerezza alle nostre sorelle e ai nostri fratelli. Insegnaci a non avere paura, anche quando riconosciamo i segni della passione e della croce. Con te, possiamo condividere la gioia del Vangelo con ciascuno e con tutti!

Possa la nostra celebrazione della festa di Nostra Madre del Perpetuo Soccorso approfondire il nostro impegno a “predicare il Vangelo in maniera sempre nuova”, dando la nostra vita per l’abbondante Redenzione.

Vostro fratello nel Redentore,

Michael Brehl, C.Ss.R.,

Superiore Generale

L’assemblea latino americana e caraibica sull’icona della Madonna del Perpetuo Soccorso

 SETTEMBRE 03, 2015

I Missionari Redentoristi di tutto il mondo sono impegnati con gioia in una celebrazione della durata di tre anni (2015-2017), che segna un evento di centocinquant’anni.

Nel 1866, Papa Pio IX consegnò solennemente l’Icona della Madonna del Perpetuo Soccorso alla famiglia religiosa, conosciuta anche come Congregazione del SS. Redentore. Nei paesi latini, la preparazione e l’animazione delle attività collegate alla celebrazione del Giubileo sono a buon punto

Di conseguenza, i Confratelli redentoristi del Sud America e delle aree Caraibiche si sono incontrate nella città di Curitiba, nello stato di Paraná, Brasile, tra il 18 ed il 21 di agosto. Lo scopo di questo incontro era di rafforzare ed espandere questa devozione tra il Popolo di Dio nella regione. Curitiba è stata scelta per questa assemblea perché vi è un ben noto santuario popolare dedicato alla Madonna del Perpetuo Soccorso. Questo luogo sacro di preghiera riceve circa 40 mila devoti ogni mercoledì quando 17 novene sono previste per tutta la giornata.

I 41 Redentoristi partecipanti incluso il Superiore Generale della Congregazione, Padre Michael Brehl; il Vicario Generale, Padre Enrique Lopez; il Coordinatore della Conferenza dell’America Latina e dei Caraibi, Padre Manuel Rodriguez; il Provinciale di San Paolo ed il Presidente dell’Unione redentorista del Brasile (URB), Padre Rogerio Gomes; e il Provinciale di Campo Grande, Padre Henrique Lima, che ha accolta calorosamente tutti i confratelli.

I Missionari hanno concluso il loro congresso, rafforzati e più sicuri del loro obiettivo generale riguardo all’Icona della Madonna del Perpetuo Soccorso. I Redentoristi risponderanno con rinnovato rigore per il nostro tempo all’incarico di Papa Pio IX di 150 anni fa, di “farla conoscere a tutto il mondo”. Questo sforzo sarà parte integrante della vita apostolica redentorista. Attraverso questa amata icona, proclameranno a tutti gli uomini e a tute le donne, in particolare a coloro che sono ai margine della società tradizionale la Buona Novella di Cristo Redentore.

In modo particolare, i Redentoristi intendo mettere in pratica il piano di azione delineato durante l’incontro a Curitiba, con l’accento su come condurre le Novene, i ritiri e le missioni parrocchiali.

I Missionari si adoperanno per:

  • Tenere sempre la centralità di Gesù nelle celebrazioni devozionali in onore di Nostra Madre, ma sempre evidenziando la sua importanza nella storia della salvezza;
  • Rinnovare una profonda spiritualità e la teologia della redenzione con enfasi alla misericordia, alla speranza e alla gioia, sottolineando sempre il messaggio dell’Icona;
  • Evangelizzare partendo da una devozione personale e da una convinzione profonda, in modo che il redentorista diventi un discepolo-missionario;
  • Dare un’evangelizzazione continua nei tre anni avvenire, dopo la commemorazione dei 150 anni, sulla base dell’evento giubilare;
  • Approfondire la teologia e la spiritualità dell’Icona in modo da animare la Missione redentorista di evangelizzazione in tutte le regioni dell’America Latina;
  • Rafforzare ed espandere la dimensione sociale dell’Icona in modo la devozione dia il via all’agire cristiano.

L’assemblea è stata molto apprezzata dai missionari redentoristi che vi hanno preso parte. Il Superiore Generale, Padre Brehl, ha ringraziato la Provincia di Campo Grande e l’Unione Redentorista del Brasile l (URB) per la loro accoglienza e per i loro sforzi nel pianificare con successo questo incontro. Oltre ad aver3e contribuito alle celebrazioni del Giubileo, ha affermato che l’incontro incoraggerà tutti a rafforzare la diffusione di questa devozione.

In conclusione, i partecipanti sono rimasti rafforzati nella devozione e nel profondo messaggio spirituale che emana la Sacra Icona.

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