Messaggio E Significato 2018-02-05T08:58:18+00:00

Messaggio E Significato

MADONNA DEL PERPETUO SOCCORSO

 

La Devozione

Secondo la tradizione nell’affidare l’Icona ai Redentoristi  (1866),  Papa  Pio  IX  espresse  il  desiderio  che  la  facessero conoscere  in  tutto  il mondo.  Da  allora  la  devozione  alla  Madonna  del  Perpetuo  Soccorso  si  è  diffusa  nel  mondo  ed  è divenuta universale. Migliaia di copie del quadro sono state diffuse in tutti i paesi del mondo. Alla diffusione  della  devozione  ha contribuito  notevolmente  la  Novena  Perpetua,  nata  nel  1927  a St. Louis  (U.S.A.).

Tale  Novena  è  conosciuta  con  il  nome  perpetua  perché  viene  celebrata  in  un giorno fisso (di solito il mercoledì) di tutte le settimane dell’anno. Durante la recita della Novena i  fedeli  presentano  alla  Madonna  non  solo  le  loro  preghiere  tradizionali – Supplica  Romana,  ma anche  le  loro  lettere  con  suppliche  e  ringraziamenti,  accompagnati  dalle  invocazioni  della comunità  e  da  una  meditazione  sulla  vita  spirituale.

La  festa della Madonna del  Perpetuo Soccorso si celebra il 27 giugno.

La Spiritualità

La Madre di Dio è dipinta in posizione frontale a mezzo busto e regge il Bambino con la mano sinistra, mentre la destra Lo indica e Gli porge l’aiuto. Infatti Egli, prendendo consapevolezza del Suo destino di dolore, passione e morte, attraverso la visione degli strumenti mostratigli dagli Arcangeli Michele e Gabriele, si aggrappa con entrambe le mani alla Madre, con un gesto umanissimo, nel quale ci mostra la sua totale immersione nella nostra umanità, debolezza e paura. Il simbolo della paura viene rappresentato dal sandaletto sfilato dal piede sinistro. Ricordiamo che nelle raffigurazioni di scuola greca è spesso riportata la seguente dicitura in versi: « Colui che per primo fece l’annuncio alla Vergine ora indica i simboli della Passione; Cristo vestito di corpo mortale, intimorito dal destino teme, vedendo queste cose. »

Il Bambino è avvolto da un manto rosso coperto da raggi d’oro per indicare che Egli è l’eterna (oro) Sapienza (colore rosso). Porta la tunica color verde-acqua che allude allo Spirito Santo che avrebbe donato a coloro che si sarebbero salvati al prezzo della sua passione, significata dal colore della fascia che Gli cinge il petto. Sul nimbo (aureola) crucifero sono scritte le iniziali in greco del nome che Dio si è dato sull’Oreb: « Io Sono Colui che Sono ».

L’iconografia

Nelle icone mariane non vengono mai mostrati i capelli, simbolo delle virtù e delle bellezze della donna, e sono velati per indicare la totale appartenenza a Dio. La Vergine porta un velo-cuffia di colore verde-azzurro, che simboleggia l’umanità divinizzata, così come la tunica. Il colore del manto è ottenuto dalla mescolanza del colore bruno, che significa umiltà ed nascondimento, e il rosso, che simboleggia l’amore. Il capo molto coperto allude alla sua totale sottomissione alla volontà del Padre. Il bordo d’oro che le orna il manto sta a significare la sua dignità regale alla quale Dio L’ha innalzata rendendola Madre del suo unico Figlio. Il manto con l’interno foderato di rosso acceso indica che Lei è la sede della Sapienza, ma ricorda anche il martirio del Suo cuore e la Sua passione. L’arco formato dalle pieghe del manto quando è disegnato sotto la figura del Bambino sta ad indicare il cielo che si dona alla terra. Le tre stelle disegnate sul capo e sulle spalle della Madre di Dio simboleggiano la Sua verginità prima (in alto), durante (spalla destra) e dopo il parto (spalla sinistra). In questo caso il Bambino è sulla stella dopo il parto per indicare che è già fanciullo. Il bordo rosso dell’icona rappresenta il Sangue di Cristo versato per tutti gli uomini. Segnaliamo anche che questo tipo di raffigurazione è designata dai russi con il nome di “Madonna della Passione”, il tema è ispirato dalla profezia di Simeone, secondo la quale la spada del dolore trafiggerà il cuore della Madre.

Nell’icona di Santa Maria del Perpetuo Soccorso, possiamo contemplare come in uno specchio il modello perfetto dello sguardo misericordioso del Padre Celeste sul Figlio, consapevole del pericolo e del male che avrebbe dovuto affrontare e della incapacità di superarlo da solo.

27 Giugno

BEATA VERGINE MARIA

DEL PERPETUO SOCCORSO

Proprio della Festa

La beata Vergine Maria, Madre di Dio, intimamente partecipe all’economia della salvezza, specialmente nel mistero della Redenzione operata da Cristo, coopera con il Figlio alla salvezza degli uomini. Per conseguenza è per tutti Madre del Perpetuo Soccorso.

Una sua Immagine sotto questo titolo, secondo un’antica tradizione, fu portata a Roma dall’isola di Creta verso la fine del secolo XV e collocata nella chiesa di S. Matteo in via Merulanadurante il pontificato di Alessandro VI. Ivi fu venerata dai fedeli per circa tre secoli. In seguito, distrutta la chiesa sotto il governo napoleonico, anche quella icona scomparve: finché, provvidenzialmente ritrovata nel 1866, fu affidata, per interessamento del Sommo Pontefice Pio IX, ai Redentoristi che la esposero alla pubblica venerazione nella chiesa del Santissimo Redentore dedicata a sant’Alfonso.

Da allora il culto di quest’Immagine miracolosa è andato sempre crescendo tra i fedeli, e ora è largamente diffuso in tutto il mondo.

ANTIFONA D’INGRESSO

Accoglici, o Madre di Dio, sotto il tuo manto,

al riparo da ogni pericolo.

Tu sei il nostro rifugio, tu la nostra speranza.

Infrangi, rendi vani gli assalti

di chi vuole il nostro danno per le nostre colpe.

Guidaci al porto della salvezza, o Beatissima.

Liturgia siriana

Si dice il Gloria.

COLLETTA

Signore Gesù Cristo, che hai dato per madre,

sempre pronta a soccorrerci, la tua stessa Madre Maria

(della quale veneriamo la miracolosa immagine),

fa’ che, implorando assiduamente il suo materno soccorso,

meritiamo di godere per sempre il frutto della tua redenzione.

Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre,

nell’unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA

Io porrò inimicizia tra te e la donna.

Dal libro della Genesi

3, 9-15. 20

Dopo che Adamo ebbe mangiato dell’albero, il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto».

Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?».

Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».

Allora il Signore Dio disse al serpente:

«Poiché tu hai fatto questo,

sii tu maledetto più di tutto il bestiame

e più di tutte le bestie selvatiche;

sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai

per tutti i giorni della tua vita.

Io porrò inimicizia tra te e la donna,

tra la tua stirpe e la sua stirpe:

questa ti schiaccerà la testa

e tu le insidierai il calcagno».

L’uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE

dal Salmo 70

1.​Nella mia angoscia aiutami, Signore.

In te mi rifugio, Signore,

ch’io non resti confuso in eterno.

Liberami, difendimi per la tua giustizia,

porgimi ascolto e salvami.                               R.

Sii per me rupe di difesa,

baluardo inaccessibile,

poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza.   R.

Mio Dio, salvami dalle mani dell’empio,

sei tu la mia speranza,

la mia fiducia fin dalla mia giovinezza.               R.

O Dio, non stare lontano:

Dio mio, vieni presto in mio aiuto.                    R.

Dove la festa si celebra come SOLENNITÀ si proclama la seconda lettura

SECONDA LETTURA

Nel cielo apparve un segno grandioso.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

12, 1-6.10

Nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona con dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto.

Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.

Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.

Allora udii una gran voce nel cielo che diceva:

«Ora si è compiuta

la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo,

poiché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli,

colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte».

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

Gv 19, 25

1.​Alleluia, alleluia.

Vicino alla croce di Gesù stava sua madre.

E Gesù disse al discepolo: Ecco tua Madre!

1.​Alleluia.

VANGELO

Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!

Dal vangelo secondo Giovanni

19, 25-27

In quell’ora, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala.

Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!».

Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!».

E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

Parola del Signore.

PREGHIERA DEI FEDELI

Rivolgiamo al Signore le nostre suppliche, affidandole all’intercessione di Maria, Madre del Perpetuo Soccorso.

1.​R. Per intercessione di Maria soccorrici, Signore.

– Per la Chiesa, perché, sull’esempio di Maria, sappia prodigarsi per tutti i figli dispersi nel mondo, generandoli nella fede e raccogliendoli nell’unità, preghiamo. R.

– Per tutti i cristiani, perché, come Maria, cerchino prima di tutto la volontà di Dio e sperimentino la sua protezione nell’ora della prova, preghiamo. R.

– Per i nostri confratelli che soffrono a causa del Vangelo, perché, con il soccorso della Vergine Maria, possano raccogliere nella gioia ciò che hanno seminato nella pazienza e nell’amore, preghiamo. R.

– Per gli ammalati, per le persone sole e angosciate, perché in Maria trovino aiuto e conforto nel portare la croce della sofferenza senza venir meno nella speranza, preghiamo. R.

– Per noi tutti, perché, coscienti della nostra dignità di figli della luce, viviamo come Maria in rendimento di grazie, offrendo con la preghiera e con la vita un culto in spirito e verità, preghiamo. R.

Stendi, Signore, la tua mano misericordiosa sul tuo popolo che ami; ascolta in nostro favore la voce di colei che ti ha obbedito con libera fede e che tu hai esaltato sopra ogni creatura. Per Cristo nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE

Per la tua clemenza, o Signore,

e per l’intercessione della beata Vergine e Madre Maria,

giovi quest’offerta alla nostra prosperità e alla nostra pace

nella vita presente e nella futura.

Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

Maria modello e madre della Chiesa.

1.​Il Signore sia con voi.

2.​R. E con il tuo spirito.

3.​V. In alto i nostri cuori.

4.​Sono rivolti al Signore.

5.​Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.

6.​è cosa buona e giusta.

è veramente giusto renderti grazie, *

è bello esaltare il tuo nome, *

Padre santo, * Dio onnipotente ed eterno. **

Noi ti lodiamo, ti benediciamo, *

ti glorifichiamo, *

nella festa della beata Vergine Maria. **

All’annunzio dell’angelo, accolse nel cuore immacolato il tuo Verbo *

e meritò di concepirlo nel grembo verginale; *

divenendo madre del suo Creatore,

segnò gli inizi della Chiesa. **

Ai piedi della croce, *

per il testamento d’amore del tuo Figlio,

estese la sua maternità a tutti gli uomini, *

generati dalla morte di Cristo

per una vita che non avrà mai fine. **

Immagine e modello della Chiesa orante, *

si unì alla preghiera degli Apostoli *

nell’attesa dello Spirito Santo. **

Assunta alla gloria del cielo, *

accompagna con materno amore la Chiesa *

e la protegge nel cammino verso la patria,

fino al giorno glorioso del Signore. **

E noi, *

uniti agli angeli e ai santi, *

cantiamo con gioia * l’inno della tua lode: **

Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.

Osanna nell’alto dei cieli.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

Osanna nell’alto dei cieli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE           Santa Maria, Madre di Dio,

prega per noi peccatori,

adesso e nell’ora della nostra morte.

DOPO LA COMUNIONE

Ci soccorra, Signore, con la sua santa intercessione

l’immacolata e sempre Vergine Maria, Madre tua,

affinché, ricolmi incessantemente di grazie

e liberi da tutti i pericoli,

viviamo uniti nella pace.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

27 Giugno

BEATA VERGINE MARIA DEL PERPETUO SOCCORSO

Liturgia delle ore

Ufficio delle letture

Invitatorio

Ant. Santa Maria, Vergine Madre di Dio e Madre del Perpetuo Soccorso, intercedi per noi.

Salmo invitatorio come nell’Ordinario

Inno

Dal tuo Celeste Trono,

Maria, rivolgi a noi

pietosa gli occhi tuoi

per una volta sol.

E se a pietade il core

poi mover non ti senti,

allor noi siam contenti

che non ci guardi più.

Mira che ingrati e rei

noi siam col tuo Signore;

mira che il suo bel core

con noi sdegnato sta.

Ma se tu vuoi placarlo,

basta una tua parola,

bella Maria, tu sola

puoi farci perdonar.

O cara nostra Madre,

se vuoi salvarci, digli

solo che siam tuoi figli,

ch’Egli n’avrà pietà.

Per tante colpe, è vero

degni non siam più noi

d’esser più figli tuoi,

ma tu sei Madre ancor.

Apri quel tuo bel manto,

in cui senza timore

starem, se con amore

Madre, ci accogli Tu.

O Madre dolce e cara,

ascolta chi ti chiama,

salva, o Maria, chi t’ama,

e tanto fida in te.

(S. Alfonso)

Prima lettura

Dalla lettera ai Colossesi di san Paolo apostolo                            1, 12-23

Per mezzo di Cristo il Padre ha riconciliato a sé tutte le cose

Fratelli, ringraziando con gioia il Padre che ci ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce. È lui infatti che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto, per opera del quale abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati. Egli è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura; poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa; il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per ottenere il primato su tutte le cose. Perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli.

E anche voi, che un tempo eravate stranieri e nemici con la mente intenta alle opere cattive che facevate, ora egli vi ha riconciliati per mezzo della morte del suo corpo di carne, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili al suo cospetto: purché restiate fondati e fermi nella fede e non vi lasciate allontanare dalla speranza promessa nel vangelo che avete ascoltato, il quale è stato annunziato ad ogni creatura sotto il cielo.

Responsorio                                                     Cfr. Gal 4, 4-5; Ef 2, 4; Rm 8,3

1.​R) Ecco, è giunta la pienezza del tempo, nel quale Dio ha mandato il suo Figlio sulla terra, nato dalla Vergine, nato sotto la legge: * per riscattare coloro che erano sotto la legge.

2.​V) Con il grande amore con il quale ci ha amati il Signore, ha mandato il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato.

3.​R) per riscattare coloro che erano sotto la legge.

Seconda lettura

Dalle “Glorie di Maria“ di sant’Alfonso Maria de Liguori, vescovo

(Opere ascetiche, vol. VI, Le glorie di Maria, I, c. IV, par. 1, Roma 1936, 132-142 passim)

A te ricorriamo esuli figli di Eva

Poveri noi, ch’essendo figli dell’infelice Eva, e perciò rei con Dio della stessa sua colpa ed alla medesima pena condannati, andiamo raminghi per questa valle di lagrime, esuli dalla nostra patria, piangendo afflitti da tanti dolori nel corpo e nello spirito! Ma beato chi tra queste miserie spesso si volge alla consolatrice del mondo, al rifugio dei miseri, alla gran Madre di Dio, e devoto la chiama e la prega!

La santa Chiesa insegna a noi suoi figli con quant’attenzione e confidenza dobbiamo fare continuo ricorso a questa nostra amorosa protettrice, ordinando che il suo culto sia particolare per lei. Ciò va cercando Maria da noi, d’esser sempre invocata e richiesta, non già per mendicare da noi questi ossequi ed onori, che sono già troppo scarsi al suo merito, ma acciocché così, al crescer della nostra confidenza e divozione, possa maggiormente soccorrerci e consolarci.

Ella nell’usar misericordia non sa dissomigliarsi dall’uso di Dio: conforme il Signore vola subito a sollevare quelli che gli domandano aiuto, essendo troppo fedele alla promessa che ci ha fatto: chiedete e otterrete; così Maria, quando è invocata, subito si fa pronta ad aiutare chi la prega.

Né la moltitudine dei nostri peccati deve diminuirci la confidenza di essere esauditi da Maria, quando noi ricorriamo ai suoi piedi. Ella è madre della misericordia, e la misericordia non trova luogo, se non trova miseri da sollevare. Infatti questa Madre non disdegna il peccatore, come una madre buona il proprio figlio scabbioso. Per questo motivo è stata costituita madre di misericordia. Poiché dove non c’è miseria, non trova luogo la misericordia.

E’ tanta la pietà che ha di noi questa buona Madre, e tanto è l’amore che ci porta, che non aspetta le nostre preghiere per soccorrerci. Sant’Anselmo applica a Maria le parole della Sapienza, e dice ch’ella precorre ad aiutare coloro che desideranola sua protezione. Con ciò dobbiamo intendere che ella c’impetra molte grazie da Dio prima che noi la preghiamo. Dice Riccardo di san Vittore: Le tue mammelle sono talmente piene di misericordia, che appena conosciuta la miseria di qualcuno, stillano di latte di misericordia. Né puoi conoscere le miserie e non soccorrere.

E se mai alcuno dubitasse di non essere soccorso da Maria a lei ricorrendo, così lo riprende Innocenzo III: Chi mai, o beata, è ricorso al vostro gran patrocinio, e da voi è rimasto abbandonato? No, questo caso non è mai accaduto né mai accadrà. Lo stesso afferma il beato Eutichiano.

Dica dunque ciascuno con gran confidenza, invocando questa Madre di misericordia, come le diceva invocandola sant’Agostino: Ricordatevi, o Signora pietosissima non essersi inteso mai dacché é stato il mondo, che alcuno sia stato da voi abbandonato. E perciò perdonatemi, se vi dico che io non voglio essere questo primo disgraziato, che ricorrendo a voi abbia da restare abbandonato da voi.

Responsorio

1.​R) Beata sei tu, santa Vergine Maria, degna di ogni lode: * da te è nato il sole di giustizia, Cristo salvatore.

2.​V) Celebriamo con gioia la tua festa, o Vergine Maria;

3.​R) da te è nato il sole di giustizia, Cristo salvatore.

Inno Te Deum come nell’Ordinario

Orazione

Signore Gesù Cristo, che hai dato per madre, sempre pronta a soccorrerci, la tua stessa Madre Maria, della quale veneriamo la miracolosa immagine, fa’ che, implorando assiduamente il suo materno soccorso, meritiamo di godere per sempre il frutto della tua redenzione. Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Lodi mattutine

Inno

Su lodate, o valli, o monti,

prati, erbette, fiumi e fonti,

la più bella Verginella,

ch’abbia fatta il Creator.

Ruscelletti, mormorando

ed augelli voi cantando

alla vostra gran Regina

ancor voi su fate onor.

Dite pure: O Verginella,

o Maria, quanto sei bella!

Sia lodato e benedetto

quel gran Dio che ti creò.

Tu sei sole per l’amore,

del qual arde il tuo bel core:

e sei luna che risplendi

di celeste purità.

Tu sei rosa, giglio e fiore,

che per tutto spargi odore.

Non hai macchia, né difetto,

tutt’amabile sei tu.

Quel che più ti fa gradita

a quel Dio, ch’è la tua vita

è il vederti così bella

e sì ricca d’umiltà.

Cara a Dio, bella Maria,

dolce a noi, clemente e pia,

per quant’ami il tuo bel Figlio,

abbi tu di noi pietà.

(S. Alfonso)

Oppure:

Vocáta dulci nómine

fons iúgis adiutórii,

María, nobis iúgiter

succúrre mater fíliis.

Succúrre, si nos táedeat

viam salútis prósequi:

firma labántes, ádmove

haeréntibus calcária.

Succúrre, si quod ímminet

discrímen ipsi córpori:

aegris, egénis, fléntibus

opem ministra pròvidam.

Succùrre tandem fíliis

cum morte colluctántibus :

fac certa sit victória

certúmque caeli práemium.

Iesu, tibi sit glória,

qui natus es de Vírgine,

cum Patre et almo Spíritu,

in sempitérna sáecula. Amen.

Ant. al Ben. Regina del mondo, Maria immacolata, che hai generato Cristo Signore, salvatore di tutti, intercedi per la nostra pace e salvezza.

Orazione

Signore Gesù Cristo, che hai dato per madre, sempre pronta a soccorrerci, la tua stessa Madre Maria, della quale veneriamo la miracolosa immagine, fa’ che, implorando assiduamente il suo materno soccorso, meritiamo di godere per sempre il frutto della tua redenzione. Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Vespri

Inno

O bella mia Speranza,

dolce amor mio, Maria,

tu sei la vita mia,

la pace mia sei Tu.

Quando ti chiamo, o penso

a te, Maria, mi sento

tal gaudio e tal contento,

che mi rapisce il cor.

Se mai pensier molesto

viene a turbar la mente,

sen fugge allor che sente

il nome tuo chiamar.

In questo mar del mondo

tu sei l’amica stella,

che puoi la navicella

dell’alma mia salvar.

Sotto del tuo bel manto,

amata mia Signora,

vivere voglio, e ancora

spero morire un dì.

Che se mi tocca in sorte

finir la vita mia

amando te, Maria,

mi tocca il cielo ancor.

Stendi le tue catene

e m’incatena il core,

ché prigionier d’amore

fedele a te sarò.

Sicché il mio cor, Maria,

è tuo, non è più mio;

prendilo e dallo a Dio,

ch’io non lo voglio più.

(S. Alfonso)

Oppure:

O Dei Matris rádians imágo,

Créticae quondam veneráta genti,

grande nunc Romae decus, Esquilíni

glória collis.

Díxeras, Virgo: “Mea sistat icon

inter et templum, quod in Urbe legi

maius, et quae sunt Laterána tecta

sacra Ioánni”.

Sic in Alfónsi, pia Mater, aedem

sponte venísti, míseris ut esses

perpes Adiútrix: ita te locútam,

alma, docémur.

Nec temen soli pópulo Quirítum

prompta succúrris: simul univérso

súbvenis orbi, tua quem replévit

dulcis imágo.

Quos enim iúgis séries malórum

urget, hoc iúgi récreas medéla;

quidquid orámus, tua lassa numquam

dextra minístrat.

Laus sit aetérnae Triadi, paréntem

quae dedit nobis ádeo benígnam,

nomen ut vulgo sit adépta Matris

usque iuvántis. Amen.

Ant. Ci affidiamo alla tua protezione, santa Madre di Dio; non disdegnare le nostre preghiere nelle necessità, ma liberaci sempre da ogni pericolo, Vergine gloriosa e benedetta.

Orazione

Signore Gesù Cristo, che hai dato per madre, sempre pronta a soccorrerci, la tua stessa Madre Maria, della quale veneriamo la miracolosa immagine, fa’ che, implorando assiduamente il suo materno soccorso, meritiamo di godere per sempre il frutto della tua redenzione. Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.