architettura 2018-08-29T08:50:58+00:00

Architettura neogotica

Chiesa di S. Alfonso Liguori, Roma.

La Chiesa di Sant’Alfonso all’Esquilino è un luogo di culto cattolico a Roma, situata nel  quartiere Esquilino in Via Merulana, poco distante dalla Basilica di Santa Maria Maggiore.

Architettura e note storiche

La chiesa fu costruita tra il 1855 e il 1859 su progettazione dell’architetto scozzese George Wigley. È uno dei rari esempi di stile neogotico a Roma. L’Armellini ne dà un’analisi negativa: “L’architettura della chiesa è piuttosto ostrogotica che gotica” (cfr, p. 813). È una delle ultime chiese della Roma papale e, sebbene consacrata al Santissimo Redentore, è conosciuta come Chiesa di Sant’Alfonso de Liguori, fondatore dell’ordine dei Redentoristi, a cui appartiene l’intero complesso conosciuto come Alfonsianum.

Facciata

In mattoni e  travertino;  si accede salendo una grande scalinata con portico in cui si aprono tre ingressi; nel timpano centrale c’è un mosaico raffigurante la Vergine del Perpetuo Soccorso tra Angeli, sulla cuspide del timpano una statua, in marmo di Carrara, raffigurante il Redentore. La facciata è ulteriormente impreziosita da un rosone.

Interno
L’interno della chiesa ha tre navate, le laterali hanno ognuna tre cappelle. Il tutto,pavimento compreso, è   impreziosito  da marmi policromi. Le decorazioni interne risalgono alla fine del’Ottocento e sono opera del pittore redentorista bavarese Max Schmalzl (1850-1930). L’abside è rivestita da un mosaico, risalente al 1964, in sostituzione di un identico affresco, irrecuperabile, raffigurante il Redentore in trono tra la Vergine Maria    e San Giuseppe.
Le decorazioni interne risalgono alla fine dell’Ottocento e sono del  bavarese Max Schmalzl. Sull’altare centrale è posta un’icona cretese del XIV secolo, raffigurante la Vergine del Perpetuo Soccorso, donata ai Redentoristi da Pio IX nel 1866.
 

Organo
All’interno, sopra i tre ingressi, è sistemato l’organo; questo, che incorpora parte del materiale fonico di  uno strumento precedente realizzato da Charles Anneesseens nel 1898, fu   progettato e realizzato nel  1932 dalla ditta Tamburini e  restaurato nel 1982.
L’intero corpo strumentale è posto all’interno della monumentale originale  custodia in  legno, in stile neogotico,  realizzata su progetto del tedesco Maximilliam Schmalzl. L’organo ha due tastiere di 61 note ciascuna e una pedaliera concavo-radiale di 32 note.