La missione redentorista 2017-11-06T06:42:20+00:00

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La missione redentorista: La presenza di 2 redentoristi tra I poveri abbandonati della campagna

Il 30 giugno 2017, la festa del Beato Gennaro Sarnelli, segna un giorno speciale nella storia della giovane ViceProvincia di  Majella. La ViceProvincia di Majella è stata invitata dal vescovo della Diocesi di Nashik a Maharashtra, India, ad occuparsi della pastorale di una piccola parrocchia di campagna di 10 villaggi che ricoprono un’area di 10 Km con un totale di 196 famiglie cattoliche in questi villaggi. Il vescovo ha solennemente inaugurato la Comunità della missione redentorista e la presenza nella missione di Panodi nella Diocesi di Nashik dedicata a S. Giuseppe. E’ stato firmato un contratto dal Vescovo e dalla V. Provincia di  Majella per la presenza redentorista per due anni con la speranza di una fondazione più permanente e la creazione di una parrocchia dopo 2 anni. La Comunità della missione redentorista per il momento  consisterà di 2 confratelli P. Neville Fernandes e P. Merwin Victor, con P. Neville come sacerdote in carica della missione. La missione (10 villaggi che sono parte di una parrocchia più estesa di 60 villaggi) viene ora affidata ai redentoristi per I bisogni pastorali della gente e da questa missione per servire nella diocesi attraverso missioni di preghiera, ritiri, memorie e offrire una presenza redentorista unica nella diocesi, essendo veramente testimoni al redentore nella solidarietà per la missione ad un mondo ferito.

Queste 196 famiglie sono lavoratori con salario giornaliero nelle fattorie di ricchi proprietari che si sono convertiti al cattolicesimo negli anni 1950 e 1960 con il lavoro di missionari gesuiti tedeschi. Negli anni che seguirono per mancanza di vocazioni nell’ordine gesuita, per mancanza di interesse tra il clero locale per i bisogni pastorali dei poveri della campagna molti di questi villaggi non erano serviti. Al momento ogni villaggio riesce a vedere un  sacerdote e celebrare la messa una volta ogni 2 o 3 mesi. Di conseguenza molte di queste famiglie hanno lasciato la chiesa cattolica e sono andati in diverse sette cristiane o non praticano la fede. Il lavoro è semplice: davvero alfonsiano, una chiamata a rievangelizzare questa gente e prendersi cura dei loro bisogni pastorali. Ogni villaggio avrà ora una messa settimanale, la regolare celebrazione dei sacramenti, la catechesi, servizi di preghiera serale e progetti sociali gradualmente diversi che li metteranno in grado di vivere la loro fede con gioia e vigore.

Il 30 giugno 2017, ci sono state 300 persone che hanno sacrificato un giorno di salario non andando al lavoro per venire alla messa inaugurale alcuni di loro hanno camminato  5 o 6 Km per essere presenti alla celebrazione ed accogliere i missionari. Attualmente 2 redentoristi vivranno nella sacrestia fin quando non verrà costruita una sistemazione adeguata dietro la cappella dedicate a S. Giuseppe. La gente con gratitudine sta costruendo la residenza per i redentoristi in quanto sono sommersi ad avere per la prima volta non solo la prima residenza ma anche una comunità religiosa in mezzo a loro.

L’icona missionaria della Madonna del Perpetuo Soccorso che è in pellegrinaggio nella  V. Provincia e che rimarrà nella V. Provincia è stata portata per l’occasione e la gente ha accolto la Madre di Dio nella festività tradizionale . E’ sotto il suo patrocinio e benedizione che questo avvento redentorista verso I poveri abbandonati della campagna è iniziato.

Joseph Ivel Mendanha, C.Ss.R.

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